IMMERSIONI

Immergiti con noi nei fondali più belli della Calabria

BASE

Immersioni di Base

EXTRA

Supplemento di 10 euro. Da prenotare (minimo 6 pers.)

I Relitti

Il Cosala (U’ Bastimentu)

Il relitto conosciuto come Cosala è adagiato su un fondale di sabbia e fango al largo delle coste di Badolato Marina (CZ), nella Calabria ionica. Si tratta di un grande scafo di origine italiana, una grande nave da carico silurata nel 1943 da parte di un sommergibile britannico. Oggi è diviso in 2 grossi tronconi poco distanti l’uno dall’altro. L’immersione inizia con un tuffo dalla barca e una discesa lungo una cima di riferimento. Si inizia con l’esplorazione della poppa, sulla quale spiccano il suggestivo cannone e un grosso squarcio, probabile causa dell’affondamento. Durante la seconda fase dell’esplorazione, che può anche essere effettuata in un tuffo successivo, potremo ammirare il troncone di prua insieme alle grosse ancore, la gru di sollevamento e le grandi stive. A farci compagnia noteremo di certo una costante presenza di grosse cernie, scorfani, ricciole, occhiate, anthias, spugne e molluschi.

Intorno alle lamiere della coperta ci si imbatte frequentemente in pesci pelagici come i grandi dentici. Intorno al cannone di poppa avviene infine uno degli incontri più desiderati: grosse cernie di fondo!

I Relitti

CAPITAN ANTONIO

E’ il relitto di un mercantile italiano affondato nelle acque antistanti il Comune di Santa Caterina dello Jonio, in provincia di Catanzaro. E’ oggi diviso in due tronconi, poco distanti l’uno dall’altro e risulta parzialmente penetrabile durante l’immersione subacquea.

Il relitto è sempre circondato da fitti banchi di castagnole, numerose triglie, saraghi e occhiate. Sulle lamiere possiamo osservare spirografi e anemoni di grandi dimensioni che ondeggiando con i movimenti del mare; numerosi anche i ricci e i nudibranchi, ambita «preda» dei fotografi subacquei.

È un’immersione molto semplice, rivolta a tutti i subacquei meno esperti che vogliono comunque provare il brivido di avvicinarsi ad un relitto.

Anche chi non è ancora in possesso di brevetto subacqueo, può vivere la suggestiva esperienza di ammirare una nave affondata. Infatti il relitto è visibile anche dalla superficie e l’assenza di correnti rende molto semplice osservarlo facendo snorkeling.

I Relitti

MARINETA

Il relitto del Marineta è una nave carica di caolino, adagiata su un fondale di appena -9 metri, a pochi minuti di navigazione dal nostro diving.

Il Marineta conserva ancora abbastanza integre le strutture e resta una delle immersioni più affascinanti, nonostante la semplicità. È adatto ai subacquei alle prime armi per cominciare ad esplorare il mondo dei relitti ed è intrigante anche per i subacquei più esperti perché ricco di vita e di scorci meravigliosi.

I Relitti

Un altro dei relitti visitabili partendo dal nostro diving non è il relitto di una nave, ma di un aereo, in particolare un trimotore Junkers 52 della Seconda guerra mondiale. Nuovamente localizzato quest’anno, dopo la sua ultima apparizione nel 2004, si trova ad una profondità di solo 6 metri e a poche centinaia di metri dalla riva, quasi completamente insabbiato. Conosciamo veramente poco della storia di questo relitto, che ci ricorda quanti tesori e meravigliose scoperte ci sono ancora da fare nel nostro fantastico mare.

I Relitti

VASCHE DI CASSIODORO

La storia attribuisce la costruzione delle Vasche a Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, filosofo e politico romano nato presumibilmente nel 485 D.C nella vicina Scolacium (attuale Squillace). Sembra infatti che queste vasche ricoprissero un ruolo di fondamentale importanza nel “Vivarium” del monastero, fatto erigere proprio da Cassiodoro, all’interno del quale si era dediti alla pratica dell’allevamento dei pesci ed intorno al quale gravitava una intensa vita sociale e culturale. Le tracce sono ancora molto evidente, infatti immergendoci notiamo subito i resti dei manufatti e le bitte d’ormeggio che si conservano tra gli scogli.

I Relitti

SECCA DI SANTA CATERINA

La “secca di Santa Caterina” è una falesia sommersa che si estende per diversi chilometri, a circa un miglio dalla costa. Tale estensione permette di effettuare innumerevoli immersioni, ognuna diversa dall’altra! Questa grande secca, da una profondità di 44mt risale lentamente fino ad una profondità minima di 27 mt. Ogni incontro qui è possibile, dalle grosse cernie agli instancabili pelagici e non è difficile imbattersi in caroselli infiniti di grosse Ricciole. Tra questi scogli troviamo tantissimi nudibranchi e moltitudini di stelle marine. Se osserviamo poi attentamente sul fondo sabbioso e tra uno scoglio e l’altro, possiamo incontrare grossi polpi, murene e qualche grongo.

I Relitti

IL RELITTO DI CANNITELLO

Il Relitto di Cannitello è stato recentemente identificato con la nave «Alvah», un cargo a vapore inglese con un carico di grano proveniente da Odessa e diretto in Inghilterra. Nella notte del 29 marzo 1895 scontra la nave inglese Brinkburn nello Stretto di Messina. La Brinkburn, di maggiore stazza, riuscì ̀ a rientrare in porto anche se con qualche danno. Diverso fu il destino di «Alvah», che si spezzò in due tronconi nelle acque antistanti il borgo di Cannitello (RC) dove affondò. Il suo relitto giace capovolto tra i -22 e i -52 metri di profondità̀ su un fondale sabbioso. Immergendosi si può̀ osservare come l’interno del relitto sia caratterizzato dalla presenza di fauna sciafila (amante del buio) mentre all’esterno, sulle strutture della chiglia e dello scafo, sono presenti diverse specie di alghe, invertebrati e pesci amanti di luce (fotofila). L’ambiente risulta ricco e diversificato di specie, che sono possibili da vedere anche grazie all’elevata visibilità̀ delle acque dello Stretto. La maggior parte dello scafo è coperto da spugne e alghe a cui si associa un microcosmo fatto di piccoli nudibranchi blu. Tra le numerosissime forme di vita che hanno colonizzato le strutture della vecchia nave predomina una madrepora gialla (Leptosammia pruvog). Infine è molto frequente incontrare gruppi di giovani saraghi fasciati, boghe e castagnole.

I Relitti

LA "BETTOLINA"

A Lazzaro, un paesino a sud di Reggio Calabria, proprio dove il Mar Ionio su unisce con il Mar Tirreno troviamo il relitto di un’imbarcazione armata della Marina Militare tedesca, affondata durante la Seconda Guerra Mondiale. Si trova oggi su un fondo sabbioso, in assetto di navigazione, con la prua verso Nord a 36 metri di profondità, mente la poppa scende fino a 42 metri sotto la superficie del mare. Le sue condizioni sono molto buone e le dimensioni ridotte fanno sì che si possa esplorarla interamente da prua a poppa. L’immersione non è tra le più adattate ai neofiti, a causa della presenza di forti correnti e della profondità. L’entrata avviene da riva e avvicinandoci al relitto, ci fa compagnia una moltitudine di spirografi, perfetti per gli amanti della fotografia macro. Il fondo della Bettolina ormai non esiste più ed è stato interamente sostituito dalla sabbia, mentre le strutture esterne sono ancora intatte e presentano un basso livello di colonizzazione, il che permette di riconoscere agevolmente i vari componenti della struttura

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PASUBIO

Il relitto del Pasubio, considerato uno dei più affascinanti dello Jonio calabrese è un altro pezzo di storia della Seconda Guerra Mondiale arrivato fino a noi, custodito dal nostro mare. Era un piroscafo italiano con un carico di carbone, proveniente da Crotone e diretto a Messina. La mattina del 16 febbraio 1943 alle 11:15, viene intercettato e silurato dal sommergibile britannico Unrivalled e si adagia sul fondo sabbioso a -44 mt di profondità, a largo di Roccella Ionica (RC).

Leggermente abbattuto sul fianco di sinistra, le sovrastrutture si incontrano alla profondità di -33 mt e ci si trova davanti al relitto semi integro e ben conservato. Particolarmente suggestivo è lo specchio di poppa, dove si staglia in ottimo stato la maestosa ruota del

timone alla cui base si ammira un’ancora di rispetto di tipo ammiragliato. Sotto l’imponente poppa, troviamo la pala del timone e l’impressionante elica a tre pale parzialmente sommersa nel fondo sabbioso. La prua ci mostra il suo bel tagliamare completamente integro con le due grosse ancore al loro posto, negli occhi di cubia. Di grande impatto sono invece le stive che conservano ancora intatto il loro carico di carbone. Notevole la presenza di pesce, con le grosse ricciole che ci tengono compagnia già dai primi metri dell’immersione, incuriosite dalle nostre bolle.

Troviamo le grandi cernie brune e dorate, vere abitanti del relitto, miriadi di salpe, saraghi e castagnole che formano nuvole su tutto il relitto. La struttura del relitto è ricoperta da organismi: spugne, tunicati e alghe tra i quali si aggirano bellissimi nudibranchi..

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FORT MISSANABIE

Andando sempre più̀ profondi, arriviamo sul relitto del Fort Missanabie, altra testimonianza storica della Seconda Guerra Mondiale, che si trova adagiato su un fondo di -78 mt al largo di Roccella Ionica (RC).

Si tratta del relitto di un cargo armato di nazionalità inglese, silurato nel maggio del 1944, oggi spezzato in due tronconi, con la poppa in assetto di navigazione, armata e con le maestose eliche visibili, e la prua capovolta. Appena arrivati, ad accoglierci, c’è il cannone del maestoso specchio di poppa. Sul relitto si incontrano fittissimi banchi di anthias; banchi di pesce azzurro circondano il relitto, oltre a grandi saraghi e dentici; nelle sue strutture si nascondono cernie, murene, gronghi.

Data la profondità , è un’immersione adatta solo a subacquei tecnici con una buona preparazione.

I Relitti

SOMMERGIBILE MILLO

Il grande sommergibile Ammiraglio della Marina Italiana “Millo” affondò nel marzo del 1942 al largo di Punta Stilo, sul versante jonico calabrese, mentre navigava verso la base di Taranto. Alle 13.23 del 14 marzo, mentre navigava in superficie alla volta di Taranto per rientrare in porto, fu avvistato dal sommergibile britannico Ultimatum, che lanciò quattro siluri: due delle armi andarono a segno rispettivamente a centro nave e a poppavia della torretta, provocando l’affondamento del Millo. Di tutto l’equipaggio presente, si racconta che solo 14 marinai riuscirono a salvarsi la vita, perché catturati dai britannici dell’Ultimatum.

Il relitto giace oggi su un fondale sabbio-fangoso, adagiato sul fianco sinistro. Gli squarci provocati dai siluri si trovano all’estremità della prua, mentre la poppa è intatta.

La visibilità è generalmente discreta e c’è la possibilità di incontrare forti correnti.

I Relitti

MONTAGNA DI SCILLA

La Montagna di Scilla, sito di immersione nello stretto di Messina, è considerata da molti una delle immersioni più belle d’Italia. Una volta immersi, due picchi rocciosi si innalzano dal fondo, contornati da un’esplosione di colori, tra cui spiccano le meravigliose sfumature delle gorgonie rosse e gialle. Questi fondali, ricchi della più svariata fauna, regalano sempre meravigliose sorprese e confermano lo stretto di Messina come un importante centro di biodiversità in cui tuffarsi.